24 | 07 | 2014
Graduatorie ad Esaurimento. Scioglimento riserva. ...

Nota MIUR Prot. AOODGPER n. 7213 del 17 luglio 2014 -  Pervengon [ ... ]

Sanzioni disciplinari: personale docente

Peronale docente


Sanzioni

In caso di violazione dei propri doveri, al personale docente possono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari:

 

a) avvertimento scritto: costituisce il primo grado di sanzione disciplinare. Consiste nel richiamo all'osservanza dei propri doveri;

 

b) censura: consiste in una dichiarazione di biasimo scritta e motivata, relativa a mancanze non gravi riguardanti i doveri inerenti alla funzione docente o i doveri d'ufficio;

 

c) sospensione dall'insegnamento: consiste nel divieto di esercitare la funzione docente, con la perdita del trattamento economico ordinario.

Viene inflitta fino a un mese per:

- atti non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione o per gravi negligenze in servizio;

- violazione del segreto d'ufficio inerente ad atti o attività non soggetti a pubblicità;

- omissione di atti dovuti in relazione ai doveri di vigilanza.

Viene inflitta da oltre un mese a sei mesi:

- nei casi descritti in precedenza, qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità;

- per uso dell'impiego ai fini di interesse personale:,

- per atti in violazione dei propri doveri che pregiudicano il regolare funzionamento della scuola e per concorso negli stessi atti;

- per abuso di autorità;

 

a) sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione in compiti diversi: è inflitta per il compimento di uno o più atti di particolare gravità integranti reati puniti con pena detentiva non inferiore nel massimo a tre anni, che siano non conformi ai doveri specifici inerenti alla funzione e denotino l'incompatibilità del soggetto a svolgere i compiti del proprio ufficio nell'esplicazione del rapporto educativo.

Questa sanzione opera a seguito di sentenza passata in giudicato owero di condanna in primo grado confermata in appello e in ogni altro caso in cui sia stata inflitta la pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici o della sospensione dall'esercizio della potestà dei genitori;

 

b) destituzione: consiste nella risoluzione del rapporto di lavoro.

Viene inflitta:

- per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione:

- per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni, alle famiglie;

- per illecito uso o distrazione dei beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito, o per concorso negli stessi fatti o per tolleranza di tali atti commessi da altri operatori della medesima scuola o ufficio, sui quali, in relazione alla funzione, si abbiano compiti di vigilanza;

- per gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime commessi pubblicamente nell'esercizio delle funzioni, o per concorso negli stessi;

- per richieste o accettazione di compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;

- per gravi abusi di autorità.

 

Competenze e procedure
La sanzione dell'avvertimento scritto è inflitta dal Dirigente scolastico.

La sanzione della censura è inflitta dal dirigente del CSA della provincia ove il personale presta servizio.

Le sanzioni della sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio sono inflitte dal CSA se si tratta di personale appartenente ai ruoli provinciali e dal Direttore Generale regionale se si tratta di personale appartenente ai ruoli nazionali, su conforme parere del consiglio di disciplina del consiglio scolastico provinciale o del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, a seconda che si tratti di personale docente della scuola materna, elementare e media, ovvero di personale docente degli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore.

La sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio con utilizzazione in altri compiti e la destituzione sono in ogni caso di competenza del Ministro della Pubblica Istruzione.

Sotto il profilo procedurale è necessario che ogni procedimento disciplinare venga avviato attraverso una contestazione degli addebiti, con l'invito a produrre le giustificazioni entro un termine, che normalmente è fissato in 10 giorni dal ricevimento della contestazione.

Il dipendente ha il diritto di farsi assistere nel corso dei procedimenti che si svolgono dinanzi a commissioni di disciplina da un legale o da un rappresentante sindacale.

 

Ricorsi
avverso i provvedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinari da parte del dirigente scolastico è ammesso ricorso amministrativo al Ministro dell'Istruzione, che decide su parere conforme del competente consiglio per il contenzioso dei Consiglio Nazionale della P.I. Il contratto quadro in materia di conciliazione e arbitrato ha previsto, oltre alla facoltà di devolvere la questione ad un arbitro scelto di comune accordo tra le parti che decide con proprio lodo definitivo, la possibilità, in via transitoria, di un'impugnativa delle sanzioni disciplinari dinanzi ad un collegio arbitrale costituito presso i Centri servizi amministrativi. Altra forma di contenzioso può essere sollevata, previo esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione, al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.

 

Riabilitazione

Trascorsi due anni dalla data dell'atto con cui fu inflitta la sanzione disciplinare, il dipendente può chiedere che siano resi nulli gli effetti della sanzione, esclusa ogni efficacia retroattiva. Nel caso sia stata inflitta la sanzione della sospensione di sei mesi con successiva utilizzazione in compiti diversi, la riabilitazione può essere chiesta soltanto dopo che siano trascorsi cinque anni dalla data del provvedimento.

 

 

 

cisl

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